Scroll Top
1

Testimonianza gita in Toscana

Mi chiamo Alice Malgioglio e ho frequentato quattro anni in Galdus, nel settore dell’oreficeria.
A differenza delle altre classi che si trovano in galdus, la mia era diversa.
All’inizio del quarto anno, noi orafi siamo stati uniti ad un altra classe di un altro settore, ovvero agli elettrici perché entrambi eravamo rimasti in davvero pochi dopo gli esami del terzo anno e non bastavamo per formare una classe sola.

L’unione é stata all’inizio molto strana perché non ci conoscevamo tra di noi e dopo tre anni passati in classe insieme, in due corsi completamente diversi, non avevamo nemmeno la voglia di conoscerci.

Io, grazie all’esperienza all’estero a Dublino, conoscevo già due miei “nuovi compagni” con cui poi ho rafforzato il rapporto. Grazie a questa conoscenza, é stato poi più facile iniziare a parlare e conoscere anche gli altri. 

Noi orafi avevamo i nostri vecchi professori che ci spronavamo a mischiarci tra di noi e a parlare anche ai nuovi compagni ma dall’altra parte vedevamo solo un muro, soprattutto negli intervalli in cui i ragazzi dell’altro corso, uscivamo direttamente dalla classe oppure restavano all’interno ma andavano a parlare tra di loro in fondo. Così andò avanti per le prime due settimane di scuola perché poi tutti iniziavamo lo stage durato circa due mesi e mezzo/ tre.

Tornati dai tirocini la situazione, anche se avevamo più cose da dirci, non era cambiata. Eravamo ancora due corsi che seguivano le stesse lezioni culturali (ad esempio italiano, matematica e inglese) e che poi si separavano agli intervalli e durante le ore di lezioni del nostro indirizzo (ad esempio laboratorio). 

I professori, provavano anche a farci parlare e unire ad esempio, abbiamo eletto due rappresentanti di classe, un orafo e un elettrico, oppure a Natale abbiamo fatto il “babbo natale segreto” però il tempo é stato comunque poco visto che poi, dopo due settimane di scuola, c’é stato un mese di vacanza natalizia circa.
Dopo le feste in classe la situazione, grazie al mio aiuto, grazie alla conoscenza dei miei amici e grazie ai prof, si iniziava a smuovere ma di veramente poco. Così i professori, dopo tre mesi di impegno ci hanno organizzato una gita di quattro giorni in toscana.

Durante tutta la gita i professori hanno cercato di farci parlare e conoscerci tra di noi, fin da subito sul treno in cui ci hanno fatto svolgere attività di gruppo per conoscerci, poi arrivati all’hotel abbiamo cenato insieme ma non ci hanno permesso di sederci vicino ai “nostri amici” ma ci hanno fatto mettere in posti alterni, ad esempio io mi sono ritrovata in mezzo a due ragazzi elettrici. 

Il secondo giorno di gita ci siamo divisi e abbiamo visitato, noi orafi Firenze, mente gli elettrici l’azienda Fimer, e la sera ci siamo riuniti a mangiare insieme nelle nostre camere (perché dovevamo cucinare da soli), e abbiamo esposto insieme le mini presentazioni che avevamo creato sulla giornata trascorsa. 

Successivamente, dopo le esposizioni, io, le mie compagne di camera, la professoressa di orientamento e due ragazzi elettrici ci siamo messi in camera mia e abbiamo preparato insieme un TiramisĂą. Parlavamo di tutto, ci divertivamo ed Ă© stato un momento per conoscerci meglio. Il giorno seguente si vedeva giĂ  che la classe si stava piano piano unendo. In quella giornata siamo andati a Vinci, abbiamo seguito una lezione su Leonardo Da Vinci e svolto un laboratorio insieme. Nel pomeriggio, dopo un pranzo tutti insieme in una trattoria del posto, abbiamo fatto una lunga passeggiata nel verde fino ad arrivare alla casa Natale di Leonardo.

Dopo ciò siamo tornati all’hotel più uniti di prima. Ci siamo uniti, dal mio punto di vista, quella sera in cui dopo cena, oltre ad aver avuto un momento di condivisone dei nostri momenti che ci sono piaciuti di più sulla gita e quelli che ci sono piaciuti di meno, abbiamo ballato insieme just dance. É stata una serata davvero molto divertente che ci ha unito sia tra di noi ma anche con i professori che si sono uniti a ballare.

L’ultimo giorno abbiamo visitato Arezzo, e l’unione già si vedeva visto che ormai giravamo non più col distacco tra i due settori, ma già si parlava molto insieme e questa cosa l’ho notata, sia nel pomeriggio all’hotel mentre aspettavamo l’ora giusta per andare in stazione in cui ci siamo messi a giocare a carte, sia sul treno di ritorno in cui, a differenza dell’andata in cui sono stati i prof a decidere dove dovevamo sederci durante i giochi, ci siamo direttamente mischiati tra di noi.

Questa gita ci ha uniti molto sia da un punto di vista scolastico infatti ci siamo aiutati molto tornati dalla gita fino agli esami, ma soprattutto ci ha uniti come persone e compagni. Abbiamo iniziato a parlare tra di noi non solo per aiutarci con i compiti e gli appunti ma anche semplicemente come amici e ritengo che sia stato un cambiamento del tutto improvviso e inaspettato se penso al fatto che all’inizio della gita eravamo quasi tutti contrari e svogliati nel farla. 

É stata anche comunque un’occasione per conoscere i professori come persone e non come adulti che vediamo qualche ora di mattina e riteniamo noiosi. É stato anche un modo per conoscere nuovi docenti: noi orafi, abbiamo conosciuto due professori degli elettrici e i nostri nuovi compagni hanno avuto modo di legare di più con la nostra tutor, per loro nuova.

É stata un’esperienza davvero unica, piena di drammi, colpi di scena, imprevisti ma soprattutto piena di divertimento, risate, apprendimento, cibo e conoscenza.

Il cambiamento che é avvenuto in questa quarta mista é stato sorprendente visto che è avvenuto grazie ad un’uscita didattica di quattro giorni e non ringrazierò mai abbastanza i professori per non aver mollato la presa nell’obbiettivo di unirci perché, alla fine, ci sono riusciti e il risultato é stato pazzesco.

Lascia un commento